10/01/2019

Tratto dal Diario di Cipollotta

Fermata: Pediatria – Umberto I Corato

“Caro Diario,

(…) Nella stanza numero 3, vi sono Noemi e Zaccaria, che fino a quel momento non si erano mai parlati, pur stando praticamente una di fianco all’altro, ma si sa che da adolescenti maschietti e femminucce se la tirano alla stessa maniera! Siamo entrate a fatica (perché Campanellino e Cocchina non hanno un bel fisico atletico come il mio); abbiamo scambiato qualche battuta con loro e dopo aver preso qualche informazione sui loro gusti, ho esclamato : “Bene clown, visto che questi ragazzi non possono andare a scuola, perché non portiamo la scuola qui??”, tra di noi c’è stata subito un’intesa, ci siamo guardate e abbiamo fatto partire una canzoncina con le note musicali, e i due ridevano a crepapelle, ed ad un certo punto, come per magia, le note musicali sono diventate i nostri corpi, ogni nota cantata dai ragazzi, i nostri corpi assumevano posizioni strane fino a dar loro forma.

La stanza era invasa dalle risate, anche i genitori dei ragazzi ridevano e scherzavano con noi.

Ma si sa, anche le magie più belle sono destinate a finire e così abbiamo dovuto salutarli , ma mentre ci allontanavamo, dalla stanza, si udivano ancora le loro risate ed un’infermiera ci fermava per dirci che era la prima volta, da quando erano ricoverati, che li sentiva chiacchierare e ridere insieme.

C’è sempre un po’ di tristezza quando si va via da un posto dove hai portato allegria, sorrisi, spensieratezza, ma quando hai la certezzache hai allietato la giornata anche solo di un bambino, la tristezza svanisce.

Per questa fermata è tutto, ci aggiorniamo alla prossima,

Cipollotta