Clownterapia è ….

Clownterapia… di cosa si tratta? In cosa consiste?
Vi assicuro che parlare del mondo della clownterapia, di ciò che questa realtà può suscitare, di ciò che si prova nelle vesti di un clowndottore… insomma trovare le parole adatte alle emozioni e alle sensazioni vissute in un contesto così delicato non è semplice.
La nostra è un’associazione di volontariato costituita da persone appartenenti ad ambienti differenti tra loro e di età diverse, che in qualche modo sono diventate una grande Famiglia. Mi correggo, non è stato “in qualche modo”: ciò che ci ha resi una “Famiglia” è stata la voglia, mossa dal profondo del nostro cuore, di mettere nient’altro che noi stessi a disposizione del Prossimo. Si, perchè ciò che facciamo noi clowndottori è proprio questo: il nostro unico scopo è quello di portare un sorriso agli altri, cercando, per quanto possibile, di alleviare le sofferenze, le ansie e la solitudine di coloro che incontriamo sul nostro cammino.
La nostra, infatti, è una terapia “d’appoggio”, cioè non sostituisce la scienza e la medicina, quanto piuttosto mira ad accompagnarle.
La figura del “clowndottore”, pertanto, unisce il Clown al Medico, in quanto egli agisce per la maggior parte dei casi in un ambiente ospedaliero (ma non solo) attraverso gag o scenette che possano suscitare divertimento.
Ogni volta che io, come Clown Chiodino (questo è il mio nome da clowndottore), entro in una struttura, che sia essa ospedaliera o una RSA, ne esco con una concezione diversa della “Vita”, più matura. Perchè in effetti, non è solo Chiodino a mettersi in gioco, ma anche e soprattutto una parte di me, quella più profonda, quella che, nel mondo d’oggi, non sempre riesce ad emergere. Spesso, infatti, ci ritroviamo a vivere le nostre vite frenetiche, circondati da tecnologie che talvolta ci fanno dimenticare la bellezza e l’importanza delle relazioni umane: gli sguardi, gli abbracci, ma anche i silenzi che valgono più di mille parole e che non potranno mai essere sostituiti completamente da dispositivi elettronici.
Ogni volta che metto piede in una stanza d’ospedale, è proprio quello il
momento in cui mi rendo conto di quanto siano speciali quei bambini, che mi guardano con lo sguardo più sincero e innocente che possa esserci, uno sguardo profondo che attraversa il cuore, e lì rimane, indelebile come un tatuaggio sulla pelle; così come ogni volta che mi trovo a cantare a squarcia gola, ridendo e scherzando insieme ad anziani, che hanno alle spalle una Vita ricca di esperienze da raccontare, i cui occhi lucidi gridano un silenzioso “Grazie per essere venuti qui oggi, a passare del tempo con noi”.
Ogni volta che vesto i panni di Clown Chiodino, ogni volta che dedico il mio
tempo a questa realtà, mi arricchisco interiormente: riesco a vedere
concretamente quanto la Vita sia preziosa in ogni suo istante, in tutte le sue
sfumature, anche nei momenti più amari, perchè probabilmente è proprio in quelli che ci si lascia andare all’Amore, verso il prossimo e verso se stessi.
Grazie ai miei compagni clown e grazie a chi ho incontrato e ho avuto il piacere di conoscere, tra grandi e piccoli, ho imparato ad Ascoltare, non solo le parole ma anche le emozioni e sensazioni percepite: il dolore e la sofferenza dei bambini indifesi, la rabbia e l’angoscia dei genitori impotenti, la tristezza degli anziani lontani dai loro cari e dalle case in cui per anni hanno vissuti, ma tutto questo messo quasi da parte da quell’amore semplice e puro, e da quella gratitudine che è possibile vedere così trasparente nei loro gesti di riconoscimento, e sentire nelle loro voci tremolanti e rotte della gioia per la nostra breve ma apprezzata compagnia.
E’ questo, quindi, a renderci una Famiglia, nonostante tutto e tutti: i momenti condivisi, le gaffe, le prove per le “fermate” del nostro treno, le organizzazioni degli eventi, le improvvisazioni di fronte a situazioni difficili o a emozioni forti sfuggite di mano, la forza nel sorridere per trasmettere serenità dove vi è angoscia, le lacrime negli spogliatoi durante il cambio abiti per la soddisfazione di aver fatto ridere un bambino o un anziano, le discussioni, le incomprensioni, ma anche il supporto reciproco ed il guardare oltre per un bene che va al di là della nostra signola persona.
Ecco perchè dico che è difficile trovare le parole giuste per descrivere cosa sia il nostro tipo di volontariato: la Clownterapia è Vita, e come tale va Vissuta!

In foto siamo ClickClack – Sapientina ed io 🙂

Clown Chiodino