Trani Autism Friendly

Progetto visto dai clown del Treno del Sorriso

Con la sottoscrizione sull’accordo pluriennale, avvenuta il 15 ottobre 2019, il Comune di Trani e l’ASL Bat, supportate dalla STP e dall’AMET, hanno dato il via ad un progetto sull’autismo unico nel Sud Italia: “vedere e vivere la città con una prospettiva diversa”.

L’associazione “Il Treno del Sorriso”, aderendo con entusiasmo a tale iniziativa, con cinque suoi volontari, ha sottoscritto il protocollo d’intesa, necessario per poter collaborare nella diffusione e conoscenza di cos’è l’autismo e di come lo si deve vivere.

Proviamo ora a scrivere questo articolo a dieci mani, appunto quelle dei volontari che hanno partecipato al corso formativo.

Visto da clown Grillo Parlante

Ho partecipato a più incontri formativi svoltisi presso il Palazzo Beltrani e tenuti dalla dottoressa Brigida Figliolia del CAT Aslbat.

Durante gli incontri ho avuto modo di capire alcune cose che, fino a quel momento, per me erano ignote. Ho capito che la sfera più problematica nei bambini con autismo è l’incapacità di gestire l’affettività e, quindi, rifuggono la relazione con il prossimo cercando di escludere l’altro dalla propria vita interiore. Ho capito la chiusura che un bambino autistico mette in atto verso il mondo esterno, ho appreso che il disturbo di Asperger è indicativo per distinguere le funzioni intellettive da quelle affettive.

Questo progetto ha dato la possibilità di arricchimento sotto l’aspetto della conoscenza, con la consapevolezza che le nozioni fornite dalla dottoressa Figliolia permetteranno, a me e agli altri volontari dell’associazione, di vivere ancora meglio l’autismo nella sua normalità.

Quindi, concludendo, posso affermare che ora sono più ricco.

Chiudo citando due aforismi di Stuart Duncan:

L’autismo non è una disabilità, è una differente abilità.

Gli abbracci possono essere meno frequenti da parte delle persone con autismo, ma quando ci sono, sai che significano tutto.

Visto da clown Cipollotta

Anche se avevo avuto già esperienze nel condividere momenti di aggregazione con ragazzi autistici, con piacere ed entusiasmo ho partecipato a quest’iniziativa promossa dal Comune di Trani in collaborazione con ASL Bat, unica nel suo genere in tutto il meridione d’Italia.

Ho frequentato tutte le giornate nelle quali la nostra categoria, quella delle associazioni, era invitata a partecipare, da quella iniziale con la sottoscrizione dell’accordo Comune-Asl, a quella fissata per la firma del protocollo d’intesa, fino a quelle di formazione. A questo proposito un ringraziamento sento di doverlo rivolgere alla dottoressa Brigida Figliolia che, in modo semplice, diretto ed esaustivo, ha trasmesso ai partecipanti il vivere l’autismo visto non come anormalità, ma come una normalità che soltanto chi non lo conosce non riesce a vederlo. Un mondo il loro molto più sensibile e unico, che si distingue anche dall’essere ognuno unico in tutto.

Ho ampliato il mio raggio di conoscenza in questo campo dove ho imparato a cogliere con maggior sensibilità anche i disagi che qualche genitore è costretto a vivere.

Non mi prolungo oltre nello scrivere, cosa che invece farò nel vivere l’autismo in totale normalità.

Chiudo con un ringraziamento a Fabrizio Ferrante e al Sindaco di Trani Amedeo Bottaro, che hanno creduto e voluto realizzare questa iniziativa.

Visto da clown Reciclà

Quando sono entrata nella grande sala nel giorno della firma del protocollo d’intesa, mi sono sentita un po’ a disagio tra insegnanti, laureati, professori, consiglieri comunali, direttore Asl e così via …. ma pian piano mi son detta “di cosa devo avere timore”?

Mi sono rilassata e ho cominciato ad ascoltare le parole della dottoressa Brigida Figliolia che illustrava, con parole semplici, i vari disagi che hanno i genitori di questi bambini autistici nel vivere la quotidianità.

Tra le altre cose, mi ha colpito il dover rispettare le distanze con chi è autistico e non invadere il loro spazio; altra cosa che mi è rimasta impressa più delle altre, è il disturbo che gli autistici soffrono quando le luci che li circondano hanno un forte grado d’intensità, per cui è necessario che, quando entrano nei locali, debbano trovare luci soffuse.

Facendo sì che alcuni accorgimenti vengano attuati nel modo giusto, permette a tutte queste famiglie e ai loro bambini di non sentirsi isolate ma integrate nella nostra quotidianità e a questo proposito dobbiamo adeguarci noi ad essere alla loro altezza e viceversa.

Ho capito che è molto importante ciò che la Città di Trani, con la collaborazione della ASL Bat e il supporto della STP e dell’AMET ha organizzato e che dobbiamo essere d’esempio al resto del Paese.

Visto da clown Pomodoro

Partecipare a tale progetto è stato davvero importante, pensavo inizialmente che avremmo avuto le solite banali informazioni, ed invece ogni incontro è stata una scoperta: chi ci riflette mai sul come percepiscono i suoni, i rumori, i profumi, le carezze, un semplice sfiorare la propria pelle?

Siamo abituati ad interagire con bambini ed adulti pensando molto spesso a ciò che ci farebbe piacere ricevere e ciò che non gradiremmo, con questi bambini, questi ragazzi invece devi fare un passo in più, non devi chiederti nulla, abbiamo imparato che gli unici che possono darti informazioni sono i genitori ed i loro educatori e che una cosa che va bene per un bambino, non andrà bene per gli altri 10.

Non esiste l’autismo, esistono svariate sfumature che rendono ogni individuo più unico che raro, se vuoi che l’attività abbia successo devi garantire un notevole quantitativo di fatti ed eventi interessanti.

La dottoressa Figliolia, e tutta la sua equipe, sono stati davvero illuminanti da questo punto di vista, hanno scelto video ed esempi che ci hanno fatto capire molto di più di quello che banalmente uno può pensare riguardo a questa condizione.

Sicuramente, se tutti i soggetti che parteciperanno allo sviluppo di questo progetto, dalle associazioni, ai negozianti, alle ditte di trasporti, metteranno in pratica le indicazioni raccolte in queste giornate, alcune famiglie potranno incominciare a vivere un po’ meglio, potendo avere finalmente una quotidianità fatta a loro misura.

Visto da clown Arcobaleno

Grazie all’intervento di figure professionali del C.A.T. della nostra A.S.L. B.A.T., abbiamo vissuto le esperienze, faticose, difficili, alcune gratificanti di genitori, insegnanti, medici e terapisti che quotidianamente si rapportano con lo spettro autistico.

Le loro testimonianze ridondanti le ho immaginate in un piccolo fanciullo dagli occhioni blu¦ silenzioso, tra i suoi giochi ordinati con rigore e che incessantemente ripete: “Il mio mondo è una bolla di vetro, se mi chiami non rispondo, sono chiuso nei mie pensieri, non ti guardo mai negli occhi e non sopporto se mi tocchi; non sopporto il tuo rumore, non sono mai dello stesso umore, non vedrai mai una mia emozione, sono svelto e irraggiungibile, afferrarmi, non ti sarà possibile!!!

Quando ci esponiamo oltre la nostra comfort zone, oltre il nostro mondo, oltre la nostra bolla percepiamo uno stato di ansia e un alto livello di rischio. Quando invece al contrario evitiamo situazioni nuove ci sentiamo sollevati dal peso dell’ansia e della paura.

Tutto ciò che fa parte della nostra comfort zone ci fa quindi stare bene, a proprio agio e al sicuro, una vita prevedibile, gestibile, controllabile.

Questi i punti focali dei tre incontri di Autism Friendly.

Gli appuntamenti hanno evidenziato l’importanza di strutturare ambienti prevedibili, una comfort zone all’interno della nostra città, creando ambienti accoglienti, rassicuranti, una condizione necessaria e sufficiente per proteggere quella bolla di vetro così fragile e misteriosa.

Il cambiamento è nel punto di vista con cui guardiamo le cose, una sorta di nuovo telescopio attraverso quegli occhi blu mare profondi, insieme possiamo farcela.